Weekend discografico. In streaming gli album di Gazzelle, The 1975, Jeff Tweedy, Bryan Ferry, Mina e altri

Weekend discografico. In streaming gli album di Gazzelle, The 1975, Jeff Tweedy, Bryan Ferry, Mina e altri, nella nostra consueta news riassuntiva

NB: salvo quando diversamente indicato, trovate l’ascolto Spotify di ogni disco citato nella relativa pagina album. Potete inoltre consultare gli editoriali pubblicati finora. Attualmente abbiamo quelli del 23 novembre, 16 novembre, 9 novembre, 2 novembre, 26 ottobre, 19 ottobre, 12 ottobre, 5 ottobre, 28 settembre, 21 settembre, 14 settembre, 7 settembre, 31 agosto, 27 luglio, 20 luglio, 13 luglio, 6 luglio, 29 giugno, 22 giugno, 15 giugno, 8 giugno, 1 giugno, 25 maggio, 18 maggio, 11 maggio, 4 maggio, 27 aprile, 20 aprile, 13 aprile, 6 aprile, 30 marzo, 23 marzo, 16 marzo, 9 marzo, 2 marzo, 23 febbraio, 16 febbraio, 9 febbraio, 2 febbraio, 26 gennaio, 19 gennaio e del 12 gennaio.

Ultimo weekend del mese, che in sostanza coincide con l’ultimo dell’anno discograficamente parlando. Non è proprio così, di fatto non lo è, ma già i cartacei sono usciti o stanno uscendo con classifiche di fine anno preparate anzitempo, e senz’altro già dall’inizio della prossima settimana seguiranno a ruota gli elenchi di siti, blog, portali grandi e piccoli. Siamo abituati a queste tempistiche e sappiamo quanto possano essere penalizzate le uscite che rientrano nella finestra temporale che va grossomodo dalla metà novembre alle vacanze natalizie – e ne siamo certi, anche molti artisti faranno i loro ragionamenti a riguardo. Sia come sia, spazi come questo speriamo possano contribuire a colmare il gap, a valorizzare uscite meritevoli che, anche in questo freddo weekend di novembre, non hanno tardato a manifestarsi e scatenare il nostro desiderio.

Partiamo da un dittico di pubblicazioni piuttosto umbratile, due angolazioni d’osservazione della realtà che partono dallo spazio emotivo interiore, accomunati, sintetizziamo al massimo, da un “insostenibile senso di perdita”. Da una parte i post-rocker Giardini di Mirò ci propongono i loro Different Times (con una bella lista di ospiti che va da Adele Nigro a Daniel O’Sullivan e oltre), dall’altra Ex:Re, ovvero Elena Tonra dei Daughter, esordisce solista con un disco omonimo che riprende la prosa della band di cui è chitarrista e autrice. Senza dilungarci troppo in questa sede, vi rimandiamo all’approfondimento di entrambi i dischi con la recensione del primo a firma Stefano Pifferi e l’articolo intervista legata al secondo di Giulio Bartolomei.

Il disco chiacchierato del WE non è tanto quello di Jeff Tweedy – uno che non riesce a star troppo lontano dalle scene e che in WARM si ripresenta in vesti un poco scolastiche, senza particolari picchi – ma quello dei noti 1975, uno dei pochissimi gruppi albionici post-Coldplay ad aver raggiunto la prima posizione in classifica sia in UK che in USA. Anticipato da una promozione durata un trimestre che ha visto avvicendarsi apparizioni televisive, anticipazioni, videoclip e scoop (il disco è la prima di due parti) A Brief Inquiry Into Online Relationships è un lavoro che non incontra l’hype promulgato da Pitchfork ma rappresenta comunque il disco più riuscito della band albionica fino ad oggi, parola di Zagaglia.

Se avete voglia di un pop un po’ scialacquato su un soul/r’n’b da pronta presa, la scorsa settimana c’era il disco ready-per-le-radio di Rita Ora, e in questa c’è The Pains of Growing della già piuttosto affermata – ma incolore – Alessia Cara. Proseguendo su questa linea, in UK se parliamo di pop ci sono i Coldplay sotto il nome di Los Unidades con Global Citizen EP, mentre se appiccichiamo il prefisso IT troviamo Gazzelle che a discapito del titolo del suo disco – Punk – ci rifila un’opera senza sorprese, agrodolce e catchy, in linea con il precedente Superbattito (recensione di Antonio Lamorte). Se per pop intendiamo un discorso legato alla musica d’autore con la A maiuscola, l’uscita da segnarsi è quella di Paradiso – Lucio Battisti Songbook, l’album di Mina contenente note interpretazioni del canzoniere dell’indimenticato cantautore di Poggio Bustone (brani scritti assieme a Mogol) riversate in digitale dai nastri originali, editate, restaurate, rimasterizzate e remissate da Celeste Frigo sotto la costante supervisione della stessa cantante.


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Prima di passare a ritmi ed elettroniche, la matta nel mazzo è rappresentata dagli Anguish, il supergruppo formato da elementi dei Faust, Dälek e Fire!Orchestra. Del disco omonimo ci parla ottimamente Andrea Murgia, che nell’attacco del suo pezzo riavvolge il nastro fino al totemico Judgment Night, pietra angolare in fatto di Hip Hop e rock sperimentale. E sempre parlando di avant Hip Hop abbiamo Rebirth, decisamente uno dei dischi più roventi in arrivo dall’Inghilterra di tutto questo 2018. Loro sono i Farai, duo che incontra punk e trip-hop, un autarchico cantautorato black e le distorsioni del noise elettronico: un magma sonico ribollente, afferma Nicolò Arpinati, perfetto per le rime incazzate, risentite, taglienti e polemiche della vocalist Farai Bukowski Buquet, alle prese con argomenti che raccontano le difficoltà delle classi subalterne e delle varie comunità etniche di Londra e del Regno Unito in questi anni di Brexit e Windrush Scandal. E un poco sperimentale lo è anche quel piccolo culto che è Earl Sweatshirt. Il suo Some Rap Songs lo rivede nuovamente nelle stonate e claustrofobiche vesti del precedente I Don’t Like Shit, I Don’t Go Outside. E promette molto bene. Più ordinario, e diciamo in scia Jay Z, è invece Meek Mill, che nel titolo Championships – e visto che c’è anche Philadelphia di mezzo – sembra richiamare la colonna sonora di Creed II pubblicata la scorsa settimana e rivelatasi un bel buco nell’acqua. Anche da queste parti è comunque assicurata la parata di super ospiti, che va in questo caso da Cardi B a Drake, da 21 Savage allo stesso Jay Z.

Sul lato techno, a poco meno di due mesi dall’uscita dell’ottimo Working Class Woman, Marie Davidson torna con So Right, EP che prosegue la sua analisi comico-filosofica sulla club culture. A un certo punto Marie canta «Alle sei di mattino, mi diverto» in francese e italiano, ricordando un poco Cosey Fanni Tutti, che tra parentesi è in arrivo nel 2019 con un album solista di cui siamo molto curiosi. Altro bell’EP è senz’altro quello dell’inedita coppia formata dal producer britannico Hodge e dalla composer e producer detroitiana Laurel Halo. Il 12” prende il nome del trittico di tracce pubblicate da Livity Sound, Tru / Opal / The Light Within You. Sul fronte di un ambient intesa in senso distopico e post-umano, c’è l’imperdibile lavoro di un’altra coppia artistica: Alessandro Cortini e Lawrence English. Il loro Immediate Horizon è una soundtrack per un Blade Runner alla fine della saga, una panoramica su un mondo in avanzata dissoluzione cromatica. Last but not least: è uscita Pop Ambient 2019, l’annuale compilation firmata da Kompakt e Capibara – al secolo Luca Albino – ha pubblicato il valido OMNIA, una summa del suo HD pensiero in cui ritroviamo un po’ tutti gli ascolti che vi abbiamo proposto di quest’area negli ultimi due anni, da Lorenzo Senni a Arca, da Elisia Crampton a Lotic passando per il catalogo Night Slugs.

Per la serie ristampe: è disponibile il primo e omonimo album di Alberto Fortis in edizione rimasterizzata e autografata in vinile giallo 180 grammi. Per la serie singoli e tracce sfuse: Valerio di Marco ha fatto un riassuntone in una notizia dedicata con i nuovi singoli di Decemberists, Chance The Rapper e altri ancora.

Tracklist

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