Migliori album 2020. La musica più bella dei primi sei mesi dell’anno per SA

Allo stato attuale non possiamo ancora dire se quest'anno sarà ricordato come una anomalia, come un grande esperimento sociale, oppure come l'inizio di una nuova fase in cui si dovrà ragionare nei termini di un mondo pre- e post-Coronavirus...

Allo stato attuale non possiamo ancora dire se quest’anno sarà ricordato come una – per alcuni tragica – anomalia, come un grande esperimento sociale, come si diceva agli inizi del lockdown, oppure come l’inizio di una nuova fase in cui si dovrà ragionare nei termini di un mondo pre- e post-Coronavirus. Dando per probabile (ma non certo) un vaccino in arrivo entro la prima metà del 2021, quel che sicuramente peserà sulle nostre vite e sui nostri stili di vita musicalmente attivi saranno le reali conseguenze economiche di tutto questo, un’annunciata crisi che per molti è già arrivata e per altri arriverà con l’inverno. E parliamo di una grossa, cazzuta, carogna di liquidità, di posti di lavoro, di case, di affitti. Snobbata dal governo in prima battuta, la filiera musicale che tanto ha dovuto prodigarsi nel manifestare per farsi sentire e ottenere udienza dalle istituzioni, sta già del resto facendo i conti con le prime vittime di questa tremenda congiuntura. Sono già due i club ad aver dovuto chiudere i battenti. E purtroppo non saranno i soli.

Certo, Ticketmaster, Live Nation e le grandi agenzie di booking che non hanno dato altra alternativa se non i voucher per il rimborso dei biglietti di grossi eventi cancellati, non falliranno. E ben avendo presente che per le realtà meno prospere, grandi e solide, quello strumento è stato vitale per la loro stessa sopravvivenza, a rimetterci per le ragioni di cui sopra saranno comunque i più piccoli, anche perché è dura far quadrare i conti se per sopravvivere devi pagare l’affitto e non hai entrate sufficienti, o se hai dovuto chiudere per mesi e quando riapri il distanziamento sociale si traduce in un pubblico pagante non sufficiente alla copertura dei costi. Del resto, se i locali chiudono, i musicisti non suonano e non vengono a loro volta pagati, e così tutti i tecnici e gli addetti ai lavori che rendono tecnicamente possibile un concerto dal vivo su qualsiasi scala e a qualsiasi livello.

Insomma, se qualcuno l’ha scampata, per qualcuno è andata benone, e per qualcuno altro è andata persino parecchio bene (vedi Amazon, con Bezos di gran lunga l’uomo più ricco sul pianeta Terra), in generale saranno sacrifici grossi per la stragrande maggioranza di noi, ed è bene esserne consapevoli. Come è altrettanto doveroso pensare a questi primi sei mesi dell’anno nell’ottica di quei lavori che hanno veramente segnato un solco, proprio come nelle strade e nelle piazze del mondo ha fatto e sta facendo la parte più consapevole del Black Lives Matter e movimenti affini. E se il mondo che ci aspetta sarà un posto peggiore e più duro in cui vivere, a maggior ragione chi ha saputo consegnarci opere degne di questo nome rappresenta una ragione più che mai valida per opporre un po’ di resistenza, frenare la deriva, accendere emozioni. E chi si sta battendo quotidianamente nelle strade e sulla rete affinché le cose cambino ad un livello profondo e strutturale, è fonte di fede e speranze laiche, perché se la religione rimane l’oppio dei popoli, l’arte ne dovrebbe rappresentare la ragion d’essere.

Non vi è una ricetta univoca per un disco da incensare. E sarebbe pure stupido e molto boomer andare a incoronare unicamente i bastian contrari mostrando così annosi pregiudizi nei confronti della contemporaneità, di ogni contemporaneità. Quello che segue è un tentativo di lista ordinata per questi criteri. Sicuramente una lista suscettibile di mille critiche, e come ogni lista così definita, è falsa in partenza. Dylan e il produttore e musicista angolano di stanza a Manchester Nazar non hanno praticamente nulla in comune, se non aver prodotto, ognuno seguendo una propria visione senza compromessi, un disco davvero importante. Sul lavoro del secondo lasciateci citare Andrea Mi. Il testo è estrapolato da una delle due recensioni da lui scritte nei mesi immediatamente precedenti il ricovero e la prematura morte. Morte che ha lasciato un vuoto incolmabile nelle nostre vite. Guerilla è un «esempio di come la riflessione civile, i percorsi biografici, l’indagine sul presente possano essere tutti elementi capaci di entrare in certa produzione sonora contemporanea che non si pone limiti o barriere di genere». Ed è fatto di questa pasta un album che vorremmo sempre esaltare in qualsiasi articolo, listato e modalità, in qualsiasi anno e periodo storico; viceversa non possiamo rimanere indifferenti alle spigolosità di una dimensione invece tutta domestica come quella di Fetch The Bolt Cutters e della capacità della sua autrice, Fiona Apple, di riuscire a catturare a meraviglia un senso di urgenza e insofferenza per lo status quo, di una frizione che da personale si fa universale, e sono le parole di Zevolli.

Poi ad affascinarci sono state anche le sghembe geometrie math rock e le massicce dosi minimal-massimaliste infarcite di afrobeat, quadre neo kraut, ripetitività post-rock e complicazioni prog (e scusate se è poco) degli splendidi Horse Lords di The Common Task. E d’altro canto ci sono piaciuti moltissimo anche due dischi se vogliamo complementari per istanze soul, fluidità di genere e incastri futuristi, come quelli di Yves Tumor (Heaven to a Tortured Mind) e Moses Sumney (græ), due opere senz’altro imperfette, con qualche piroetta di troppo, come del resto lo è il futurismo pop di KiCk i, eppure così urgenti e vive nell’esprimere concetti come identità, isolamento espressivo, urgenze estetiche e, più di ogni altra cosa, una viscerale passione per l’arte. Potremo andare avanti a lungo a parlare di questi dischi – le ceneri di Jaar, l’imperfezione nei beat e nei groove di Caribou, le stanze della memoria di Rustin Man / Paul Webb – e del perché li abbiamo piazzati in quest’ordine ma sarebbe ozioso e ingiusto nei confronti di chi ne ha scritto, meglio del sottoscritto, in sede di recensione.

  1. Bob DylanRough and Rowdy Ways
  2. Fiona Apple – Fetch The Bolt Cutters
  3. NazarGuerilla
  4. Horse Lords The Common Task
  5. Moses Sumneygræ
  6. Yves Tumor Heaven to a Tortured Mind
  7. Nicolas JaarCenizas
  8. Caribou – Suddenly
  9. Gábor LázárSource
  10. ArcaKiCk i
  11. Lyra PramukFountain
  12. Run The JewelsRun The Jewels 4
  13. Rustin Man Clockdust
  14. Kate NVRoom For The Moon
  15. Beatrice DillonWorkaround
  16. Soft Pink Truth – Shall We Go On Sinning So That Grace May Increase?
  17. Bill FayCountless Branches
  18. Colapesce e Dimartino I Mortali
  19. Freddie Gibbs & The AlchemistAlfredo
  20. UllaTrumbling Towards A Wall
  21. Mark Lanegan – Straight Songs Of Sorrow
  22. WaxahatcheeSaint Cloud
  23. Jehnny Beth To Love Is To Live
  24. Tim BurgessI Love The New Way
  25. King Krule Man Alive!
  26. Sonic BoomAll Things Being Equal
  27. Perfume GeniusSet My Heart On Fire Immediately
  28. Einstürzende Neubauten Alles In Allem
  29. Shabaka Hutchings – We Are Sent Here By History
  30. KhruangbinMordechai 
  31. Nadine ShahKitchen Sink
  32. UltraistaSister
  33. AlgiersThere Is No Year
  34. Magnetic FieldsQuickies
  35. XAlphabetland
  36. RVGFeral
  37. Laura MarlingSong For Our Daughter
  38. Rolling Blackouts Coastal Fever Sideways To New Italy
  39. Teho TeardoEllipses dans l’harmonie
  40. Stephen Malkmus Traditional Techniques
  41. isletEyelet
  42. Colombre Corallo
  43. SquarepusherBe Up A Hello
  44. MuzzMuzz
  45. OvOMiasma
  46. The Devonns – The Devonns
  47. Nicolas GodinConcrete and Glass
  48. Field Music – Making A New World
  49. PopulousW
  50. Coriky – Coriky
  51. BraidsShadow Offering
  52. CabekiDa qui i grattacieli erano meravigliosi
  53. Alfio AnticoTrema la terra
  54. DeerhoofFuture Teenage Cave Artist
  55. Sparks – A Steady Drip, Drip, Drip
  56. Peaking Lights – E S C A P E
  57. Tame Impala The Slow Rush
  58. Lorenzo SenniScacco Matto
  59. Masaki Batoh Smile Jesus Loves YOU
  60. AustraHiRUDiN
  61. Clap! Clap!Liquid Portraits
  62. GhostpoetI Grow Tired But Dare Not Fall Asleep
  63. Samsa Dilemma Everyday Struggle
  64. K-LoneCape Cira
  65. Shabazz PalacesThe Don of Diamond Dreams
  66. The WeekndAfter Hours
  67. HindsThe Prettiest Curse
  68. Fera – Stupidamutaforma
  69. Roly PorterKistvaen
  70. FARWARMTHMomentary Glow
  71. OrbAbolition Of Royal Familia
  72. Karkhana Bitter Balls
  73. StrokesThe New Abnormal
  74. Amnesia Scanner Tearless
  75. HAIMWomen In Music Pt.III
  76. HodgeShadows In Blue
  77. Don AntonioThe Lockdown Blues
  78. Phoebe BridgersPunisher
  79. Cocktail Party EffectSelf Titled
  80. ThundercatIt Is What It Is
  81. Pigs Pigs Pigs Pigs Pigs Pigs Pigs – Viscerals
  82. Alessandro Cortini e Daniel AveryIllusion of Time
  83. Kaitlyn Aurelia SmithThe Mosaic of Transformation
  84. Porridge RadioEvery Bad
  85. submeetTerminal
  86. U.S. Girls Heavy Light
  87. Non Voglio Che ClaraSuperspleen Vol. 1
  88. Soccer MommyColor Theory
  89. Lee Ranaldo e RefreeNames of North End Women
  90. Greg DulliRandom Desire
  91. Agnes ObelMyopia
  92. Ben WattStorm Damage
  93. Shopping – All or Nothing
  94. Isobel Campbell – There Is No Other
  95. MariposaLiscio Gelli
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