Migliori album del 2018. La classifica di Luca Roncoroni

Continuano le considerazioni e le liste di fine anno. Le classifiche con il meglio e il peggio del 2018 di Luca Roncoroni

Su SA trovate le classifiche personali di Marco Boscolo, Tommaso Bonaiuti, Marco Braggion, Beatrice Pagni, Davide Cantire, Fernando Rennis, Elena Raugei, Riccardo Zagaglia e Stefano Solventi, un’analisi di quelle pubblicate da altre testate come NME, The Line Of Best Fit, Pitchfork, FACT, Billboard USA, COS, Quietus e NPR e la nostra selezione dei 50 migliori album.

L’unica cosa più inflazionata delle classifiche di fine anno sono le stanche critiche alle classifiche di fine anno. Personalmente non sono mai stato un grande fan di nessuno dei due approcci, e quest’anno ho scelto di ottemperare al mio dovere redazionale vomitando un bel listone di robe rigorosamente non ordinato. Prendetelo come l’insieme dei 45 dischi che nel mio piccolo ho valutato fondamentali per riassumere questo 2018, limitatamente ad un ambito (l’hip hop, definizione da intendere a maglie molto larghe) che anche quest’anno si è confermato come generazionale. Siamo alle fasi centrali di un processo che ho provato ad analizzare nel mio libro Hip Pop, uscito questa estate per Arcana Edizioni, pare con buoni risultati. 

Se la trap continua a farla da padrona in tutte le classifiche di streaming, quest’anno personalmente sono rimasto intrigato più che mai dalle rielaborazioni di alcuni degli stilemi più canonici del genere in album (per una volta) genuinamente interessanti: Die Lit di Playboi Carti, Testing di A$AP Rocky, MUDBOY di Sheck Wes, e soprattutto Veteran di JPEGMAFIA. Per quanto riguarda l’universo Kanye, a questo (fittissimo) giro molto meglio quando prestato agli altri che non da solo: oltre ai due capolavori DAYTONA (con Pusha T) e Kids See Ghosts (con Kid Cudi), ottimo anche il tandem con Teyana Taylor; hanno parzialmente deluso invece il ritorno di Nas e il solista Ye. Sul versante scrittura più conscious ci sono state le eccellenti prove di J Cole, Saba e dell’ex enfant prodige Earl Sweatshirt, mentre si sono confermati alla grande anche Denzel Curry, Vince Staples, Jay Rock e i Brockhampton orfani di Ameer Vann. Sul versante vecchi leoni, inaspettati colpi di coda dai Cypress Hill, dal super EP di Black Thought e dal rinvigorito Eminem di Kamikaze. Segnali di vita anche da Future e The Weeknd, con prove minori ma valide. Capitolo grime: purtroppo sono stato l’unico a scriverne in Italia, ma Novelist ha firmato un disco d’esordio davvero super.

Valutare separatamente le uscite femminili è un espediente che non mi piace troppo; ma è anche vero che in un genere da sempre caratterizzato da un deciso machismo di fondo come l’hh, sottolineare la validità delle proposte rosa in un paragrafo a parte è fondamentale. L’annata è stata marchiata a fuoco da un tridente qualitativamente altissimo: l’art-pop formato Instagram di Tierra Whack, il vintage jazz-rap di Noname e la vulcanica Cupcakke. Mediocri nel complesso invece le due regine annunciate dell’anno Nicki Minaj e Cardi B.

In Italia le due uscite migliori sono state a pari merito l’attesissimo ritorno del Colle Der Fomento con Adversus e il nuovo Musica per Bambini di Rancore, che si conferma penna estremamente raffinata (diciamo l’antidoto di classe alle polemiche nazional-popolari sul rap tagliato X-Factor di Anastasio). In ordine sparso eccellenti anche i dischi di Ernia, Tedua, Mecna e Nitro, mentre virando su un discorso più troll-trap si è risollevata alla grande la Dark Polo Gang, con un Trap Lovers ignorante, trash e divertente il giusto (a patto di avere ben chiaro il terreno di gioco). Il vincitore inatteso (ma neanche troppo) è però Achille Lauro con Pour L’Amour, l’interessante e composito manifesto di un ragazzo con molto più spessore di quanto possa sembrare ad uno sguardo distratto.

  1. JPEGMAFIAVeteran
  2. RancoreMusica per Bambini
  3. Kanye West & Kid Cudi – Kids See Ghosts
  4. J ColeKOD
  5. Colle der FomentoAdversus
  6. Pusha T DAYTONA
  7. Earl SweatshirtSome Rap Songs
  8. SabaCare for Me
  9. Tierra WhackWhack World
  10. NovelistNovelist Guy
  11. Denzel CurryTa13oo
  12. NonameRoom 25
  13. Vince StaplesFM!
  14. CupcakkeEphorize
  15. Ernia68
  16. Kendrick LamarBlack Panther OST
  17. XXXTentacion?
  18. EminemKamikaze
  19. BrockhamptonIridescence
  20. Cypress HillElephants on Acid
  21. NitroNo Comment
  22. TeduaMOWGLI
  23. MecnaBlue Karaoke
  24. Teyana TaylorKTSE
  25. Black ThoughtStreams of Thought Vol. 1
  26. A$AP RockyTesting
  27. Achille LauroPour L’Amour
  28. RkomiOssigeno
  29. The InternetHive Mind
  30. Sheck WesMUDBOY
  31. Anderson .PaakOxnard
  32. Meek MillChampionships
  33. Playboi CartiDie Lit
  34. Kanye WestYe
  35. The CartersEverything Is Love
  36. Rae SremmurdSR3MM 
  37. FutureBeastmode 2
  38. The WeekndMy Dear Melancholy
  39. Travis ScottAstroworld
  40. Nicki MinajQueen
  41. Dark Polo GangTrap Lovers
  42. TakeoffThe Last Rocket
  43. NasNasir
  44. Jay Rock – Redemption
  45. Cardi BInvasion of Privacy

Uscendo dal generoso calderone hip hop, il mio personale disco dell’anno è stato Double Negative dei Low, capace più di tutti di incarnare il suono di una contemporaneità sempre più in avanzato stato di decomposizione e disfacimento. Cuoricini a profusione anche per il retro-futurismo del nuovo OPN, il cantautorato free form di Daniel Blumberg, le jazzate polemiche anti-britanniche dei Sons of Kemet, le sinestesie ambientali di Jon Hassell, il pastiche psych e deconstructed-club di Yves Tumor e la cibernesi hyper-pop di una splendida SOPHIE.

  1. LowDouble Negative
  2. Oneothrix Point NeverAge Of
  3. Daniel BlumbergMinus
  4. Sons of KemetYour Queen Is a Reptile
  5. SophieOIL OF EVERY PEARL’s UN-INSIDES
  6. Jon HassellListening to Pictures
  7. Yves TumorSafe in the Hands of Love
  8. Neneh CherryBroken Politics
  9. Kali UchisIsolation
  10. Okzharp & Manthe RibaneCloser Apart
  11. Jon HopkinsSingularity
  12. Kode9 & Burial – Fabriclive100
  13. ObjektCocoon Crush
  14. Janelle MonàeDirty Computer
  15. Chris CarterChemistry Lessons
  16. Father John MistyGod’s Favorite Customer
  17. Ross from FriendsFamily Portrait
  18. MGMTLittle Dark Age
  19. George ClantonSlide
  20. CosmoCosmotronic
  21. Mr. IslandTropical Sound Machine
  22. Black Beat MovementRadio Mantra
  23. MitskiBe the Cowboy
  24. Giardini di MiròDifferent Times
  25. David ByrneAmerican Utopia
  26. UlverSic Transit Gloria Mundi
  27. SantiiS01
  28. Ariana GrandeSweetener
  29. RosaliaEl Mal Querer
  30. Heroin in TahitiCasilina Tapes

Capitolo flop: ecco i 10 dischi in si poteva sperare e invece, semplicemente, no. 

  1. MigosCulture 2
  2. Young ThugSlime Language
  3. Metro BoominNot All Heroes Wear Capes
  4. Mike Will Made It – Creed 2 OST
  5. DrakeScorpion
  6. TinasheJoyride
  7. SalmoPlaylist
  8. Emis KillaSupereroe
  9. 6ix9ineDUMMY BOY
  10. Lil XanTotal Xanarchy

Bonus track al capitolo flop: irritante lo spudorato saccheggio delle ultime vestigia sonore dei martiri della generazione Soundcloud-rap. Il catalogo postumo di XXXTentacion e Lil Peep, pronti e impacchettati per essere stampati sulle magliette di H&M in vendita a 14,99 €, è ufficialmente aperto: e allora via con la riesumazione di bozze incompiute e registrazioni che non portano a nulla, talmente brevi ed insulse da non potersi nemmeno fregiare del titolo di canzoni. Una cosa già vista, e che per ogni morte celebre si ripete inesorabile. Ma stavolta la puzza è particolarmente intensa.

Tracklist

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